La tua casa nel Salento

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SalentoTorre San GiovanniSalento

Faro Torre San Giovanni, Salento L'attuale porto di Torre San Giovanni fu porto romano per lunghissimo tempo e centro di commerci e di traffici diversi, testimoniati dai continui rinvenimenti archeologici della zona. Infatti, nei suoi pressi, doveva sorgere un insediamento di epoca romana. Purtroppo col tempo si sono perse molte tracce di queste testimonianze. Molto probabilmente il declino di questo luogo ebbe inizio col diffondersi della malaria dovuto alla presenza di paludi. Questa condizione malsana costrinse gli abitanti della zona a rifugiarsi all'interno, abbandonando la costa. Successivamente, grazie alle opere di bonifica delle paludi realizzate durante il periodo fascista, questo luogo è diventato un centro di notevole importanza turistica per le sue meravigliose coste e per le acque cristalline che lo bagnano. La torre detta di "San Giovanni" è stata costruita nel 1565 ed è collocata su una piccola penisola che cingeva il porticciolo dei pescatori. Questa torre di guardia è molto antica ed imponente per la sua forma architettonica, attualmente è in buono stato di conservazione ed è sede del Faro della Marina Militare. La Torre, che è l'unica a pianta ottagonale della zona, alla base comprende la cisterna anch'essa a impianto ottagonale (tronco di piramide ottagonale) con un cordolo marcapiano ed un primo piano sempre ottagonale (parallelepipedo ottagonale) con balaustra e modiglioni sporgenti a terrazza. All'interno è custodito un affresco di San Giovanni da cui prende il nome la località marina. Salento

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Salento Il Castello di Ugento Salento

Castello rid

Il corpo dell'edificio architettonicamente si presenta tozzo e austero. Alcuni storici ne fanno risalire l'origine, per la rozzezza delle sue linee e la robustezza delle sue mura, addirittura al periodo romano, mentre il piano superiore, e quindi il suo completamento a mo' di castello, al periodo normanno. Salento
Durante il periodo angioino, il castello fu più volte ristrutturato e Carlo d'Angiò, nel 1273, in occasione di una visita nel Salento, vi soggiornò, ospite del Conte Adenolfo XI d'Aquino. Nel 1537, in seguito all'occupazione della città da parte dei barbari, il castello venne gravemente danneggiato: due torri furono distrutte come del resto buona parte dell'ala occidentale, del pian terreno e del primo piano.
Il maniero, riedificato nel 1642 ad opera del conte Vaaz De Andrada, ha subito negli anni un degrado costante aggravato da illogiche costruzioni e adattamenti, per poi precipitare in uno stato di completo abbandono. Nel suo interno, inoltre, è dotato di ampi saloni, quasi tutti ornati da pitture e decorazioni di diverse epoche.

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Salento  Gemini Salento

La frazione di Gemini sorge a circa 2,5 km da Ugento, in una zona pianeggiante posta a ridosso della Serra Casavecchia. Salento

Le tradizioni popolari relative alla fondazione del paese presentano versioni differenti, fra cui quella legata al culto dei gemelli Castore e Polluce, dioscuri, figli di Giove che si era trasformato in cigno. Salento

Le più antiche testimonianze archeologiche risalgono al II millennio a.C., periodo nel quale si rileva la presenza di alcuni insediamenti in capanne, localizzati lungo la dorsale della serra.

L'etimologia del toponimo Gemini (Geminius, geminus), avvalora l'ipotesi della sua origine romana, legata probabilmente alla disfatta contro i Cartaginesi: ai centurioni, terminata la guerra, furono concesse terre, che ancora oggi mostrano nel nome evidenti tracce della loro derivazione romana, come la vicina località di Pompignano (Pomponius).

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Salento  Zeus di Ugento Salento

Ugento zeus

Lo Zeus di Ugento è una statua bronzea di fattura magnogreca (databile al 530 a.C.) rinvenuta a Ugento nel 1961. Attualmente è conservata nel Musea Archeologico Nazionale di Taranto e rappresenta uno dei pezzi più importanti della collezione.    La statua fu ritrovata nella città salentina quasi per caso nel corso dei lavori di ampliamento di una casa privata. Mentre degli operai scavavano a nel terreno per costruire un terrapieno su cui innestare una veranda, la vanga di uno di essi incontrò un blocco di pietra dura. Questo si rivelò essere un capitello di ordine dorico utilizzato come chiusura per una buca nella quale era stata occultata la statua. Zeus era sprovvisto di una gamba e della mano destra, inoltre emanava un odore fetido poiché si trovava in prossimità di una fossa biologica e per secoli ne aveva assorbito i miasmi. I lavoranti non si resero conto dell'importanza del reperto e lo diedero al progettista della veranda, che lo tenne con sé. Venuta a sapere del ritrovamento, Sofia Nicolazzo, impiegata presso la Soprintendenza Archeologica e presidentessa della Pro Loco di Ugento, chiese di vedere la statua e ne riconobbe subito il valore storico, identificandola inizialmente come il dio Poseidone. Salento

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Via Andrea  Doria 149,   Torre San Giovanni (Ugento)